L’usura bancaria

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Illustrazione stilizzata della facciata di un edificio bancario con un simbolo di percentuale, simbolo dell'usura bancaria e dell'anatocismo nei mutui

L’obbligo restitutorio che grava sul mutuatario.

Quando si stipula un contratto di mutuo con un Istituto di Credito -ad esempio per l’acquisto di un immobile- è obbligo del mutuatario (ossia del Cliente che ha ottenuto il prestito) restituire il denaro mutuato.

Il denaro viene -di norma- restituito mediante il pagamento di rate mensili, il cui importo e le cui scadenze vengono pattuite con la Banca e esplicitate nel contratto di mutuo: si tratta del cosiddetto “piano di ammortamento”. Di conseguenza, la Banca chiede -oltre alla restituzione del capitale- anche il pagamento di somme ulteriori: si tratta di quelli che in gergo tecnico si chiamano “interessi compensativi”.

Gli interessi compensativi.

Gli interessi sono il corrispettivo che il Cliente deve riconoscere alla Banca, per il fatto di poter godere -sin dalla stipula del mutuo- di tutto il denaro che gli viene concesso in prestito e, di contro, di poterlo restituire alla Banca ratealmente e non tutto in un’unica soluzione.

Di norma, difatti, i piani di ammortamento sono molto lunghi (addirittura ultratrentennali) e, di conseguenza, la Banca dovrà attendere parecchio tempo prima di incassare l’intero capitale mutuato.

Proprio per remunerare il tempo atteso dalla Banca, il Cliente è obbligato a corrisponderle gli interessi compensativi. Gli interessi vengono pagati ratealmente, entro le medesime scadenze mensili previste per il pagamento del capitale.

L’importo degli interessi si calcola applicando una percentuale al capitale mutuato (il cosiddetto “tasso”); la Legge prevede un tasso di interesse “base” (che viene aggiornato annualmente dal Ministero del Tesoro) che viene tecnicamente definito come “tasso legale”.

Ebbene, gli interessi compensativi richiesti dalla Banca possono essere calcolati in applicazione di tale tasso legale (si parlerà, allora, di “interessi legali”), oppure possono essere calcolati in applicazione di un tasso superiore (o, talvolta ma raramente, inferiore) a quello legale (si parlerà, in questi casi, di “interessi convenzionali”).

Il “tasso soglia.

C’è, tuttavia, un limite all’applicazione degli interessi convenzionali: il tasso di interesse applicato ad un mutuo non può mai essere superiore al cosiddetto “tasso soglia” determinato per Legge. Il Legislatore pone, cioè, un limite alla libertà contrattuale della Banca, che -pur potendo applicare interessi superiori al tasso legale- non potrà comunque mai applicare interessi superiori al tasso soglia.

L’usura. Conseguenze civili e penali.

Quando il tasso di interessi supera la soglia prevista dalla Legge, gli interessi si dicono “usurari”, con importanti conseguenze pratiche sia sul piano civile che su quello penale.

In particolare:

  • secondo l’art. 1815 del codice civile, la clausola del mutuo che prevede gli interessi usurari è nulla, con la conseguenza che il cliente dovrà restituire alla banca il solo capitale e zero interessi;
  • secondo l’art. 644 del codice penale, l’operatore bancario che concede un mutuo con interessi usurari è perseguibile per il reato di usura, con conseguente possibilità di andare incontro a pena detentiva (ossia il carcere).

Conclusioni.

Se hai ottenuto un mutuo e ti sembra che l’importo degli interessi sia molto alto (o sproporzionato rispetto al capitale che ti è stato prestato), rivolgiti ad un legale e chiedi che venga eseguita una perizia contabile: potresti scoprire che la banca ti ha applicato interessi usurari, non dovuti per legge.

Il mio Studio Legale si avvale di un team di professionisti esperti per offrirti un servizio completo di analisi tecnico-contabile del mutuo, finalizzata al rilievo di eventuali criticità del contratto (come usura, anatocismo, indeterminatezza del tasso di interessi, ecc…), oltre -ovviamente- al patrocinio delle cause giudiziali contro gli Istituti di Credito.

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